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Massima efficacia della cognitivo-comportamentale. Perchè?

Perchè la psicoterapia cognitivo-comportamentale è la più consigliata per i disturbi d'ansia?Grazie Matteo

Le ricerche e gli studi (soprattutto Americani dove effettivamente la ricerca e la terapia sono valutate se efficaci – si parla di evidence based - o no anche rispetto ai trattamenti che sono pagati dalle Assicurazioni Sanitarie), la ritengono più efficace di altre terapie e certamente indicata per i disturbi d'ansia, all'interno dei quali troviamo il Disturbo da Attacchi di Panico. Agendo con tecniche nel qui e ora e portando il paziente a elaborare cognitivamente ed emotivamente le sue paure, è assolutamente efficace la graduale esposizione per guarire da quella sofferenza, questo anche attraverso il lavoro a casa (home-works). La TCC ha la presunzione di lavorare assieme al paziente, formando così una maggiore efficacia, mettendo assieme la competenza del Terapeuta assieme alla indiscutibile estrema competenza del paziente per quello che riguarda il suo mondo e la sua sofferenza.
Molte Psicoterapie, lavorano tanto sul passato e non prevedono un rapporto di collaborazione fra Terapeuta e Paziente. L'impostazione teorica e del setting terapeutico è assolutamente differente. Lo stesso Contratto Terapeutico è differente: nel nostro approccio è previsto un impegno settimanale per alcuni mesi (è infatti descritta fra le psicoterapie brevi), per quanto riguarda i disturbi d'ansia. I giorni e gli orari vengono stabiliti di volta in volta, non necessariamente quel giorno a quell'ora per due anni e per due o tre volte alla settimana spesso senza la possibilità di annullare l'incontro.
Non sto dicendo che le altre terapie non funzionano, dico che per chi soffre di ansia e panico può essere efficace migliorare immediatamente la qualità della vita e guarire dalla patologia e dai sintomi dell'ansia. Se l'istanza terapeutica successiva è di lavorare su altro, per esempio le relazioni o il passato... quell'istanza verrà valutata e avrà un percorso differente.

Possiamo descrivere brevemente la TCC:

Pratica e concreta. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l'eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell'isolamento sociale, e cosi via.
Centrata sul "qui ed ora". Il ricordo del passato, come il racconto dei sogni, possono essere in alcuni casi utili per capire come si siano strutturati gli attuali problemi del paziente, ma molto difficilmente possono aiutare a risolverli. La TCC quindi non utilizza tali metodi come strumenti terapeutici, ma si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che spesso lo imprigiona da tempo, indipendentemente dalle cause. La TCC è centrata sul presente e sul futuro molto più di alcune tradizionali terapie e mira ad ottenere dei cambiamenti positivi, ad aiutare il paziente a uscire dalla trappola piuttosto che a spiegargli come ci è entrato.
A breve termine. La terapia cognitivo-comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile. Il terapeuta è comunque generalmente pronto a dichiarare inadatto il proprio metodo nel caso in cui non si ottengano almeno parziali risultati positivi, valutati dal paziente stesso, entro un numero di sedute prestabilito. La durata della terapia varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall'uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.
Orientata allo scopo. La TCC è più orientata ad uno scopo rispetto a molti altri tipi di trattamento. Il terapeuta cognitivo-comportamentale, infatti, lavora insieme al paziente per stabilire gli obbiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.
Attiva. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta. Nella TCC il terapeuta svolge un ruolo attivo nella soluzione dei problemi del paziente, intervenendo spesso e diventando talvolta "psico-educativo". Ciò tuttavia non vuole assolutamente dire che il paziente assista ad una lezione nella quale si sente dire che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe pensare; anch’egli, anzi, è stimolato ad essere più attivo possibile, un terapeuta di sé stesso, sotto la guida del professionista.
Collaborativa. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. La TCC è infatti una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell'identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi. Il paziente potrà scoprire di aver trascurato possibili soluzioni alle situazioni problematiche. Il terapeuta aiuterà il paziente a capire come poter modificare abitudini di pensiero disfunzionali e le relative reazioni emotive e comportamentali che sono causa di sofferenza
Scientificamente fondata. È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico.

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